Gli investitori raggirati hanno avuto ragione: Mariano La Rosa condannato in primo grado per appropriazione indebita

La seconda sezione del Tribunale Penale di Roma, il 13 Luglio 2021, ha condannato il Sig. Mariano La Rosa alla pena della reclusione di 3 anni e al risarcimento dei danni nei confronti delle persone offese, tutti investitori mai rientrati delle somme di denaro investite, per il reato di appropriazione indebita.

Il processo ha consentito di accertare che il La Rosa, interpellato per le sue qualità personali e competenze professionali, ha prospettato alle persone offese investimenti, a suo dire, assolutamente sicuri e redditizi forte, si legge in sentenza, “delle sue non comuni doti e competenze nel settore finanziario”.

La fama che il La Rosa si era costruito, tramite pubblicazioni, partecipazioni a trasmissioni televisive, fu per tutte le persone offese un fattore determinante nella scelta di procedere all’investimento.

Il Giudice ha stabilito, contrariamente a quanto sostenuto dalla difesa dell’imputato, che lo stesso si è avvalso, di volta in volta, di società di investimento estere, con nomi e ragioni sociali diversi, ma tutte a lui riconducibili, società alle quali gli investitori hanno firmato il mandato fiduciario, sottoscritto espressamente dal La Rosa; come anche a lui riconducibili erano tutti i conti corrente sui quali i malcapitati investitori hanno versato i loro risparmi.

A seguito degli investimenti, nei mesi immediatamente successivi, veniva inviato agli investitori un report periodico, relativo ai rendimenti degli investimenti, per rafforzare la erronea convinzione negli stessi della bontà dell’operazione finanziaria intrapresa.
Secondo quanto ricostruito nel processo, ad un certo punto qualcosa è andato storto: al momento della richiesta, legittima e contrattualmente prevista, di restituzione del capitale investito o anche solo degli utili, il La Rosa ha avuto un “comportamento evasivo” e ha posto in essere “condotte palesemente dilatorie”.

Determinante la deposizione della sua ex assistente, dissociatasi dalla attività del La Rosa quando il comportamento “opaco” e sospetto ha fatto vacillare la sua fiducia del trader, fino a che lo stesso si è reso irreperibile ai clienti e ai suoi stessi collaboratori.

Nel corso del processo si è anche accertata l’effettiva mancanza, in capo all’imputato, della necessaria o obbligatoria autorizzazione all’esercizio di attività di investimento e gestione del risparmio sul territorio nazionale. Questo reato, oggi punito molto più severamente che all’epoca dei fatti, è risultato però prescritto; se i fatti fossero stati commessi successivamente alla modifica normativa, che ha innalzato il limite edittale della pena per il reato di abusivismo finanziario, la condanna sarebbe stata ancora più pesante.

In conclusione, il La Rosa è stato condannato alla pena di 3 anni di reclusione, per il reato di appropriazione indebita, avendo gli investitori spontaneamente e consapevolmente conferito il denaro, non avendo ottenuto la restituzione dello stesso né dei guadagni asseritamente maturati; il Giudice ha negato le circostanze attenuanti generiche, in ragione della gravità delle condotte e della “negativa personalità dell’imputato”.

Il La Rosa è stato condannato al risarcimento dei pesanti danni morali e materiali patiti dalle persone offese.

Contro la sentenza di primo grado è stato proposto appello dal difensore dell’imputato.

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